Scandalo Grinzane Cavour: ridimensionare i monopolisti della cultura

17 febbraio 2009 by: mondiliberi
Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo:
GRINZANE: INTRODURRE UN CODICE DI COMPORTAMENTO PER LE ASSOCIAZIONI FINANZIATE DALLA REGIONE E RIDIMENSIONARE I MONOPOLISTI DELLA CULTURA.

Dichiarazione di Stefano Lepri (Vice Presidente Gruppo PD)

Sulle accuse rivolte spetta alla magistratura valutare. Ma secondo le indiscrezioni siamo di fronte a un quadro inquietante: un tenore di vita molto alto nonostante l’associazione non abbia per statuto finalità di profitto, un’istituzione culturale che dovrebbe avere natura associativa ma che viene gestita più come ditta individuale, un eccesso di spese di rappresentanza, il disprezzo per i lavoratori, la commistione tra vita privata e vita pubblica. 
Da questa vicenda possiamo trarre alcuni suggerimenti per la futura gestione dei contributi in ambito culturale: prevedere una rappresentanza dell’ente pubblico nei cda delle associazioni che ricevono contributi rilevanti; stabilire un codice di comportamento per le associazioni che beneficiano di contributi regionali che preveda tetti alle spese amministrative e di rappresentanza rispetto all’attività istituzionale; introdurre un sistema di progettazione e controllo integrati tra enti pubblici e fondazioni per evitare comportamenti opportunistici e furbeschi. 
Questa vicenda, indipendentemente dagli esiti giudiziari, ci dimostra che la galassia della cultura va difesa. Ma accanto a tanti soggetti che operano bene, esistono ‘salotti’ impolverati e abituati ad operare da troppo tempo come monopolisti.

Stefano LEPRI
Vice Presidente Gruppo PD

Comments

2 commenti to “Scandalo Grinzane Cavour: ridimensionare i monopolisti della cultura”
  1. mondiliberi scrive:

    GHIGLIA – RAVELLO (AN-PDL) – GRINZANE CAVOUR: CHI CONTROLLAVA? RICHIESTA COMMISSIONE D’INDAGINE IN COMUNE. NON BASTA INNAMORARSI DELLA CULTURA A SAN VALENTINO.

    Solo per merito della magistratura si sono scoperte le falle dei bilanci del Grinzane Cavour. Dove erano gli amministratori che hanno erogato i contributi al premio in tutti questi anni? Delle due l’una: o nessuno ha mai messo mano alle rendicontazioni o qualcuno ha chiuso un occhio. In ogni caso gli enti finanziatori, in particolare Comune di Torino e Regione, avrebbero potuto scoprire le irregolarità nella gestione molto prima attraverso controlli che, evidentemente, non sono mai stati fatti. Gli Assessori alla Cultura hanno una responsabilità politica di aver continuato a spendere soldi pubblici senza verificare come venivano utilizzati. Ora non vorremmo che, soprattutto in Comune, si nascondessero tanti piccoli grinzanini. Meno di un anno fa abbiamo denunciato con un dossier gli sprechi nel settore cultura e la presenza di voci di spesa assolutamente insensate ( per esempio, nel 2007, i 25 mila euro di “Virtuality Annual”, 19 mila euro per “nuova arca”, 6 mila euro per il Torino Flashfestival…). Ora chiediamo una commissione d’indagine comunale che verifichi le rendicontazioni di tutte le iniziative culturali alle quali l’amministrazione eroga o ha erogato negli ultimi anni contributi. E’ inutile innamorarsi della Cultura a San Valentino e protestare tutti i giorni contro i tagli del Governo se poi da una parte si buttano via i soldi in mille iniziative inutili e dall’altra non si controlla il loro reale utilizzo

  2. mondiliberi scrive:

    GRINZANE CAVOUR: COME ASSEGNARE CORRETTAMENTE
    I CONTRIBUTI PER LA CULTURA.

    Interpellanza di Stefano Lepri (Vice Presidente Gruppo PD)

    Stefano Lepri ha presentato quest’oggi un’Interpellanza urgente (qui allegata) avente per oggetto “Dal Grinzane Cavour a come assegnare i contributi regionali per la cultura”.
    La prima parte dell’Interpellanza evidenzia le criticità e i dubbi sulla vicenda.

    Nella seconda parte vengono formulate dieci proposte per come assegnare correttamente i contributi regionali per la cultura.

    “Con questa Interpellanza – ha commentato Stefano LEPRI – intendo contribuire alla discussione in vista dell’adozione di un sempre più atteso Codice etico per i contributi regionali alla cultura”.

    Segue il testo dell’Interpellanza.

    INTERPELLANZA

    Dal Grinzane Cavour a come assegnare i contributi regionali per la cultura

    Ricostruite in Aula il 18 febbraio 2009 le contribuzioni concesse nel corso del 2008 dalla Giunta regionale;

    essendo evidente una condizione di particolare apprezzamento verso il lavoro svolto dal Grinzane, al punto che tale associazione (si fa per dire) ha ottenuto nel 2008 2,3 milioni di euro di contributi dalla Regione (di cui almeno mezzo milione per alberghi e cene), operando da monopolista nel campo delle premiazioni per attività culturali; ciò senza considerare i contributi per le ristrutturazioni (si fa per dire) delle sedi, assegnati con continuità e discutibile discrezionalità;

    considerata la particolare e condivisa attenzione della Giunta ad attivare politiche di non discriminazione;

    consapevoli delle normative europee e italiane, che prevedono anche per l’aggiudicazione di contributi procedure di evidenza pubblica;

    tutto ciò premesso, si suggerisce all’Assessore alla Cultura, e indirettamente all’intera Giunta,

    al fine di evitare discriminazioni legate ai generi, ai territori, alle classi scolastiche, ai prodotti culturali, ecc. di considerare la possibilità di assegnare ulteriori contributi per il finanziamento, previa accensione di mutuo dedicato:

    non solo del Grinzane junior (scuole materne) e del Grinzane scrittura (scuole medie superiori), ma anche di eventuali (se proposti) Grinzane bella calligrafia (scuole elementari) e Grinzane temi in classe (scuole medie);

    non solo del Grinzane montagna, ma anche di eventuali (se proposti) Grinzane collina, Grinzane pianura e Grinzane mare (da inserire nei programmi per il Limonte);

    non solo del Grinzane festival (teatro) e del Grinzane cinema, ma anche di eventuali (se proposti) Grinzane incisioni in legno, Grinzane acquarelli e Grinzane musica celtica;

    non solo del Grinzane Noir (che riguarda i gialli, meglio se ambientati sul lago, e non è un evento contro le discriminazioni delle persone con pelle nera) ma anche di eventuali (se proposti) Grinzane fumetti e Grinzane giornali sportivi;

    eccetera e, più seriamente,

    si interpella l’Assessore alla Cultura, se concorda o meno nel ritenere che:

    1. i criteri di selezione dei beneficiari di contributi culturali devono essere maggiormente stringenti e tali da garantire effettivamente forme di competizione, pur riconoscendo nelle valutazioni il diverso prestigio ed esperienza dei candidati (gare sempre);

    2. onde evitare rischi di monopoli, occorre in ogni settore culturale (compreso la gestione di premi culturali) assicurare una pluralità di beneficiari di sostegno pubblico (no monopoli);

    3. per favorire l’intrapresa e l’autonomia, si deve sempre richiedere una certa percentuale di autofinanziamento non coperta da enti pubblici (no alla dipendenza esclusiva dai fondi pubblici);

    4. per evitare la sovrapposizione dei contributi e delle rendicontazioni, bisogna coordinare i progetti e i controlli tra i diversi finanziatori e mecenati (no al gioco delle tre carte);

    5. al fine di garantire un controllo democratico delle associazioni, occorre vigilare sulla composizione e il funzionamento degli organi, anche eventualmente richiedendo (almeno nei casi in cui si prevedono molti contributi) la nomina di uno o più rappresentanti degli enti pubblici o della cittadinanza attiva (no a finte associazioni che sono invece ditte individuali dove il fondatore regna per sempre);

    6. vanno promossi modelli organizzativi delle associazioni capaci di assicurare una forte partecipazione di volontari, rappresentanti dell’utenza, rotazione degli incarichi e quindi un controllo democratico (aprire le associazioni alla cittadinanza attiva);

    7. onde evitare eccessivi costi di rappresentanza e per spese istituzionali (amministrazione, marketing, ecc.) non legati al core business, è necessario definire una percentuale massima di loro incidenza (i contributi dati per il risultato, non per la struttura);

    8. occorre evitare ogni forma di commistione tra vita privata e vita pubblica (es. abitare nei locali dell’associazione, intrecciare partite amministrative) degli amministratori delle associazioni (distinguere nettamente tra sfera pubblica e privata);

    9. si tratta di richiedere e vigilare sulla piena applicazione dei CCNL di riferimento siglati con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, nel caso di prestazioni contro corrispettivo; sulla piena applicazione di tutte le forme contrattuali, comprese le atipiche, ma pur sempre in grado di assicurare forme di tutela conformi alla legge, nel caso di contributi che non coprono tutti i costi (proteggere i diritti dei lavoratori);

    10. anche per la concessione di contributi per macchinari, ristrutturazioni ecc. occorre sempre procedere con evidenza pubblica e sempre prevedendo forme di compartecipazione alla spesa, da definire in percentuale minima (competizione e corresponsabilità anche per i beni strumentali).

    E, qualora concordi, in tutto o in parte con queste considerazioni, si domanda come mai abbia atteso tanto tempo per definire ciò che la Presidente Bresso ha annunciato come “Codice etico per le associazioni che finanziamo”.

    Torino, 18 febbraio 2009
    Stefano Lepri

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